14 gennaio 2013

La Frontiera Militare antiturca

Ampia e lunga striscia confinaria nata nel '500 per difendere l'impero asburgico dall'espansione turca; zona-cuscinetto fra l'Impero austro-ungarico e l'Impero ottomano lungo la fascia danubiana.
Nel periodo di maggiore espansione la Frontiera Militare era lunga
 2.000 chilometri (cartina dal sito www.austria-lexikon.at).
Venne colonizzata a opera dell'amministrazione austriaca che favorì l'insediamento di popolazioni slave meridionali (in prevalenza serbi ortodossi) le quali si ritiravano fuggendo di fronte all'avanzata turca nei balcani.
La difesa della fascia fu affidata ai Grenzer, particolarissimi reparti semi-regolari costituiti alla bisogna, vere e proprie comunità semi-indipendenti di contadini-soldati, dove tutti gli uomini abili avevano l'obbligo di portare le armi per presidiare la linea di frontiera.

Miliziani Grenzer in una rappresentazione
di fantasia del 1590.
Molti croati, serbi e valacchi immigrati dalla Bosnia e dalla Serbia vi furono insediati come coloni. Non solo rafforzavano gli autoctoni croati e le truppe di guarnigione austriaca nella lotta contro gli ottomani, ma esercitavano di fatto una sorta di controllo sulle terre in cui erano insediati ed erano noti e temuti per l'arditezza e la spregiudicatezza.
I cosiddetti Grenzer (uomini di confine) divennero protagonisti di leggende e saghe popolari che ne celebravano il valore e la libertà. Gli austriaci, che controllavano la frontiera dal comando militare di Vienna, riconobbero loro alcuni diritti speciali al fine di rafforzare la lotta antiturca.
L'attuale regione geografica croata della Krajina (che significa proprio "frontiera") deriva il nome da quello che aveva ai tempi della "frontiera militare" austriaca (Krajina croata - Krabatische Granitz, istituita nel periodo 1553-1578).
in tempi moderni, dopo l'implosione della Jugoslavija di Tito, i serbi della zona si costituirono per un breve periodo nella effimera "repubblica serbia di Kraina", entità pseudostatale armata, estremista e nazionalista in lotta contro la Croazia, da cui intendeva staccarsi.

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