8 ottobre 2016

La Venezia Giulia secondo Cesare Battisti

Oltre che irredentista Cesare Battisti era un valente geografo. Per i confini si basava più sui bacini idrografici che sulle linee di cresta.
La Venezia Giulia di Cesare Battisti
Nota: il Passo di Vrata non va confuso con la l'assonante Vratnik (in italiano Porta
Liburnica)l'importante sella montuosa posta sopra Senj che segna l'inizio della
catena del Velebit (in italiano Alpi Bebie). Una mera coincidenza fonetica di cui
l'irredentista Cesare Battisti era consapevole, e che gli impedì di spingersi oltre.
Quindi esclude dal-l'Italia il Tarvisio ma, sempre secondo la sua visione "idrografica", include l'intera Slavia attorno alla valle dell'Isonzo, fiume che sfocia nell'Adriatico.
E per il confine nella zona di Fiume? Egli estende un po' l'Italia oltre i suoi limiti montuosi (i quali col-locano lo spartiacque al Passo di Vrata - metri 879).
Sempre basandosi sui confini idrografici egli "annette" anche le po-che alture poste immediatamente a Sud-Est del Passo di Vrata, poca cosa in verità
Da notare, invece, com'egli consideri "italiana" anche l'isola di Veglia/Krk, che nel periodo fra le due guerre mondiali faceva invece parte del Regno di Jugoslavija.

Nessun commento:

Posta un commento