cucina

Quel che resta della cucina adriatica, che fu illirica, bizantina, slava, ottomana, veneziana e mitteleuropea...

i cevapcici
celebri polpettine di carne mista fatte alla griglia o anche fritte, con carni di manzo, pecora e maiale (il mix cambia molto da zona a zona)

l'ajvar
una salsa rossa moderatamente piccante che accompagna la carne grigliata o fritta (ma che si può anche spalmare sul pane)
i rasnici
spiedini di carne mista: manzo, maiale e pecora (più maiale nel Nord cristiano, più pecora nel Sud mussulmano)
la peka dalmata
piatto misto di carne o pesce o verdura cotto lentamente sotto una campana di ferro, tra le braci del camino
le palacinke
omelette dolci cosparse di marmellata e arrotolate. Si mangiano anche fredde, il giorno dopo
i calamari
tra i piatti di pesce era il meno pregiato e costoso, e perciò il più diffuso sulle mense popolari, specialmente d'inverno
brovada e musèt
un piatto robusto e povero dove il cotechino è accompagnato dalla brovàda, ossia dai crauti di rapa
la luganiga de Cragno
così i triestini chiamavano la suha klobasa, la classica salsiccia secca slovena originaria di Kranj
le manestre di verdura
prevedevano molte varianti: coi fagioli, con i chicchi di mais, con le patate...
i capuzi garbi
sono la variante triestina dei classici crauti, un metodo di conservazione diffusissimo nell'arco alpino
pelinkovac
il tosto amaro balcanico a base di erbe (con molto assenzio...). Oggi depotenziato dalle norme europee...
i fichi secchi della costa
sfruttavano il caldo e il sole estivo per fornire una preziosa scorta alimentare per l'inverno
la bukaleta
era una zuppa a base d'olio caldo in
cui gli ospiti intingevano il pane


la calandraca
è uno spezzatino di manzo e patate
pensato per riciclare il lesso avan-
zato dal giorno prima


il risotto nero
il riso era molto diffuso
nell'Adriatico e uno dei
piatti più noti era quello
condito col nero di seppia

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