23 marzo 2017

Ma cosa dicono esattamente le parole di "Kalasnjikov ", la trascinante e discussa canzone di Bregovic?

Goran Bregovic si è sempre rifiutato di fornire la traduzione del testo che lui stesso aveva scritto. L'ha fatto adducendo idee alte ma non sempre facili da intendere, anche se culturalmente ben collocate.
bregovic kalashnikov Kalasnjikov
La canzone fu scritta nel periodo più feroce delle guerre di Jugoslavija,
forse nel 1993 e il testo è scritto in romanes, l'idioma zingaresco dei Bal-
cani profondi. In tal modo Bregovic - che non voleva prendere le parti di
nessuno - adotta una lingua franca, conosciuta da tutti ma non schierata.
E' un fatto che nelle campagne balcaniche le mangiate e le bevute omeriche, sempre rivolte più a Dioniso che ad Apollo, sono da sempre l'anima di un mondo meticcio e impetuoso, molto passionale e di sicuro non altrettanto politicamente corretto.
Nei Balcani profondi degli antichi Aiduchi le armi erano diffuse almeno quanto la rakja, e le sanguinolente vendette tribali erano incluse
bregovic kalashnikov Kalasnjikov
Le spedizioni zingaresche sono oggi sostituite da feste popolari di fronte
alle quali l'Oktober Fest di Monaco sembra un raduno di educande. E an-
che le brave massaie contribuiscono al baccanale. Grossi spiedi di carne
e capaci pentoloni ospitano montoni, maiali, spezzatini di carne e zuppe
di pesce di fiume, mentre šljivovica, rakja, vino e birra scorrono a fiumi.
nell'ospitale generosità di popolazioni che nella guerra trovavano però la loro identità più profonda: il pacchetto andava preso intero.
La canzone sembra raccontare una specie di "spedizione zingaresca" fatta sia per questuare (cercare soldi) sia per fare casino in città, per bere e per procurarsi armi. Probabilmente senza fare distinzioni tra serbi, zingari,
bregovic kalashnikov Kalasnjikov
"Kalasnjikov" è inserito nella colonna sonora dell'alluci-
nato e visionario film di Emir Kusturica "Underground".
musulmani, erzegovesi, bosniaci vari... Anche il "Kalasnjikov" sembra portato più come un modo per fare casino, che per ammazzare, come quando si sparano raffiche di mitra in aria ai matrimoni o alle feste. Si va a cercare soldi, alcool, belle ragazze e armi per divertirsi e fare casino, non per fare la guerra.
Questi sottofondi onirici e zingareschi, deformati dall'alcol e dalla familiarità con la terra, possono velare le sbaraccate di machismo e confondere il machismo con la gioia di vivere... Ecco allora che a certi occhi il Kalasnjikov può trasfigurarsi, perfino lui, in uno surreale strumento musicale, assieme ai "campanelli" e ai proiettili. Mah...
Ma allora, nessun mitra paramilitare nell'orizzonte estetico di Bregovic? Ecco una domanda difficile...
Ed ecco il testo (copia e incolla dal sito www.antiwarsongs.org):

L'ingegner Kalashnikov, che ha inventa-
to l'omonimo fucile d'assalto.
Zingari... all'attacco!

Bum, bum, bum, bum, bum
Quattrini, quattrini, ehi, ja 1
Bum, bum, bum, bum, bum
Quando non ci sono quattrini, ehi, ja 2
Dio, Dio, Dio, 3
Dio, devo andare a cercare in città? 4
Un grosso Kalashnikov! 5
Kalashnikov!
Kalashnikov!
Kalashnikov, Kalashnikov!
Eeeeeeh...

Bum, bum, bum, bum, bum

Dalakovac, Markovac, Mala Krsna, Lajkovac, 6
Belle ragazze, su forza, hopaaaaa 7

Bum, bum, bum, bum, bum
Lui è pazzo quando tira roba? 8
Lui è pazzo quando tira roba? Quando non ne ha voglia? 9

Campanelli, campanelli 10, ragazzi, pistole 11
Belle ragazze, su forza, hopaaaaa

Bum, bum....

Zoki, Zorice 12, ragazzi, caramelline 13
Belle ragazze, su forza, hopaaaaa



Bum, bum...

Dalakovac, Markovac, Mala Krsna, Lajkovac,
Belle ragazze, su forza, hopaaaaa

Bum, bum....

Zoki, Zorice, ragazzi, caramelline
Belle ragazze, su forza, hopaaaaa
Bum, bum....

Zingari ! Fermi !

NOTE alla traduzione

[1] Kuc (trascritto nella “vulgata” come kutz) è l'interiezione serba per “toc toc” (ha dato anche il verbo kucati “bussare, picchiare, fare toc toc”). Ma significa gergalmente anche “quattrini, denaro”: što kuc, to muc “quanti quattrini piglia, tanti ne spende”. Ho tradotto in questo senso alla luce del testo, ma chiaramente c'è anche il senso del “pestare” (vedi “bum bum”).
[2] Qui comincia il testo in romanes: “quando non c'è kuc (= denaro). Annotazione importante: nel romanes balcanico le parole delle varie lingue vengono mischiate liberamente, e quindi è comunissimo che, ad esempio, un rom serbo usi tutte le parole serbe che vuole, e che vengono capite. La stessa lingua romanes è in sé un miscuglio inestricabile di varie lingue (particolarmente numerose quelle turche e greche).
[3] Una delle più note parole di tale lingua: Devla, “Dio”. E' anche comune interiezione e esclamazione.
[4] Interamente in romanes. Alla lettera: “Dio, che forse [mi, particella interrogativa] io cerchi [te mange, congiuntivo del verbo mangel “cercare, questuare, caritare”] nella città [ando forfor è dal greco φόρος]?”
[5] Ancora in romanes. Jek “uno” e baro “grande” sono antichissime parole di origine indiana (pracrita); tuttora in hindi “uno” si dice yek.
[6] Nomi di villaggi e paesi serbi. Dalakovac non l'ho individuato; Markovac è il nome di almeno tre villaggi serbi, di cui uno nella Serbia centrale presso Mladenovac; Mala Krsna è presso Smederevo, ed è famoso per i cerchi bianchi tracciati per le sue strade, che si dice siano un rimedio magico contro dolori e malattie; Lajkovac è una cittadina di 17.000 abitanti circa nella Serbia centrale (distretto di Kolubara).
[7] Romanes. Čhaj “ragazza” (pl. čhaje); šužjo “bello, grazioso” (pl. f. šužje). Ajde, di origine turca ((h)ayde), è un'interiezione “panbalcanica”: è comune, oltre che in turco, in serbo (ajde), in rumeno (aide, haide), in albanese (ajde) e in greco ((χ)άιντε).
[8] Romanes. Il verbo čudel (scritto anche čhudel, chudel) ha una miriade di significati, ma tutti attinenti al “tirare”, “gettare”, “buttare”. Attenendomi all'interpretazione del “tirare” (bicchieri, piatti ecc.) ho tradotto con un generico “tirare roba”.
[9] Alla lettera: “Quando non c'è su di lui [kada hi naj pala] voglia [idir]”.[10] Serbo. Zvončić (diminutivo di zvonce) significa “campanello”, ma è anche il fiore della “campanula”. Ho tradotto “campanelli” in quanto strumenti di suono e, possibilmente, di baldoria; ma non escludo qualche altro significato gergale che non conosco.
[11] Romanes e serbo assieme. Čhavro è il comune termine romanes per “ragazzo, bambino” (il plurale è invariato; normalmente la grafia è čhavoro); pištoljčići, tradotto qui semplicemente “pistole”, sono le “pistole giocattolo, pistoline” (diminutivo). Dubito comunque fortemente che all'epoca e nelle circostanze della canzone, i “ragazzi” andassero in giro con le pistole giocattolo.
[12] Altri villaggi serbi. Zoki non so dove sia; Zorice è un villaggio in Bosnia.
[13] Bobonice è la resa romanes del serbo bombonice “caramelline” (da bombon). Ma gergalmente significa, come può accadere anche in italiano, “pallottole, proiettili”.

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